Il contratto a tempo indeterminato ha maggiori vantaggi in quanto offre più garanzie, tutele e stabilità al lavoratore, sia per la continuità del lavoro, sia perché il datore non può licenziare il dipendente senza giusta causa. Non c’è scadenza temporale: il rapporto termina solo se il dipendente viene licenziato o si dimette, previo periodo di preavviso.
Nel caso del contratto a tempo determinato, invece, il lavoratore e chi lo assume stabiliscono un termine alla durata del rapporto. Spesso viene utilizzato dalle aziende, o privati, come periodo di prova per assumere poi il dipendente a tempo indeterminato, se l’esperienza è stata positiva.
Il lavoratore deve attendere la fine del contratto per dimettersi, o rischia di dover risarcire i danni.
Tra i contratti a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile, rivolto ai ragazzi di età tra i 15 e i 29 anni, esiste poi il contratto di apprendistato.
Il contratto di lavoro a tempo determinato deve indicare:
2. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
3. in ogni caso di rinnovo.